semina subversiva - il demone libertario nell’estetica
contemporanea. Una trilogia
Capitolo I
Yab-Yum
- Estetica e Concupiscenza
Questo
testo si offre come nota introduttiva a margine della mostra. Ulteriori
approfondimenti critici saranno presentati nel catalogo pubblicato a conclusione
dei tre eventi espositivi.
La mostra è la prima di una trilogia che desidera indagare
l’interrelazione tra arte contemporanea, cinema e nuovi media, nello specifico
di tre generi narrativi sorti con una forte componente sovversiva e
successivamente “addomesticati” dalla cultura di massa: erotismo/pornografia,
horror e science fiction.
Le opere
presentate sono state scelte per la loro capacità di evocare una rapporto più o
meno esplicito tra arte e sessualità, esperienza estetica e desiderio, spaziando
attraverso registri diversi e spesso contrastanti: dall’ironia demitizzante di
Laurina Paperina al “riso amaro” di Federico Solmi nei confronti delle
contraddizioni della società contemporanea; dalla sensualità delle sculture in
tessuto ricamato di India Evans al delicato vitalismo degli acquerelli del suo
omonimo Franklin Evans; una promenade erotica che si apre e si
conclude con la presenza enigmatica dei cappucci scolpiti nel marmo da Fabio
Viale.
Se la
rappresentazione esplicita della sessualità accompagna la civiltà umana fin
dalle sue origini, negli ultimi trent'anni vi è stata una vera e propria
affermazione del porno di massa. La pornografia ha intessuto articolati rapporti
con la cultura popolare e con le politiche di emancipazione, interpellando le
coscienze sul problema della libertà espressiva, sessuale e di mercato.
Parimenti, la riflessione estetica del Novecento ha spesso interpretato l’arte
individuando in essa un fondamento utopico, volto alla negazione dell’attimo
vissuto in favore del non-ancora (Ernst Bloch). Arte e sessualità
risultano accomunate dalla capacità (non sempre realizzata) di dissolvere nel
desiderio e per mezzo del desiderio l’ordine costituito; cupio
dissolvi che si esplica perfettamente nell’annullamento, da parte
dell’immaginazione pornografica, di ogni distinzione gerarchica tra ceti
sociali, identità di genere, specie biologiche e persino forme viventi e
inanimate. La stessa valenza perturbatrice e al contempo salvifica,
è individuabile nell’esperienza estetica, specie nella declinazione del Sublime.
Descritto da Platone come “forma di esaltazione e delirio” il Sublime si
presenta come una sorta di fenomeno di “possessione”, in grado di liberare il
soggetto contemplante –e quindi l’umanità- dalla propria “sovrastruttura”
egoica. Il guardare prevale quindi sul vedere: la volontà
scientifica di analizzare e dominare il mondo, cede il posto a un atteggiamento
spettatoriale che è un mistico abbandono in balìa dell’Essere. Tale capacità
dell’esperienza estetica di reintegrare l’individuo nell’unità originaria del
Cosmo è stata riconosciuta anche da alcune tradizioni filosofiche e religiose
dell’Estremo Oriente. Il Tantrismo tibetano, ad esempio, la esprime
iconograficamente –e ritualmente- nello “Yab-Yum”, che rappresenta la
coincidentia oppositorum nella figura del Buddha originario in unione
sessuale con il principio archetipico femminile. “Senza entrare nel grande mare
è impossibile trovare le gemme e le pietre preziose; e similmente senza entrare
nel mare delle passioni è impossibile produrre il pensiero onniscente”. Sono
parole di un testo buddista del I-II secolo della nostra era, che riferiscono
chiaramente il ruolo fondamentale rivestito dal disordine, dal “perturbante”,
all’interno della relazione tra Bellezza, Verità (intesa heideggerianamente come
dis-velamento) e destino ultimo dell’Uomo.
Luca
Vona
“Yab-Yum
– Estetica e Concupiscenza”
A cura
di Luca Vona e Gianfranco Mossa
Testo:
Luca Vona
Inaugurazione: venerdì 11 novembre ore 19 – fino al 10 dicembre 2005
Apertura: ven/san/dom su appuntamento
Info:
+39 333 9749170 +39 338 5970859
LA
MAGGIORANA – Contemporary Art Factory
Via
Cuneo, 5
10098
Rivoli (TO) – Italy
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