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Margherita Moscardini/Nikola Uzunovski
White Noise
“Devi liberarti di tutte le tue attività e ridurre al silenzio tutte le tue facoltà, se vuoi che si compia davvero in te questa nascita” Meister Eckhart
Oltrepassando la tradizionale soglia dell’empatia, i lavori presentati da Margherita Moscardini per questa mostra (parte di un progetto più articolato denominato “Training”) manifestano un rapporto tra l’artista e la sua opera fondato su una modalità di esistenza saprofitica, dove i due vivono l’uno del corpo dell’altra. I suoi libri e le sue pergamene si ricoprono di una sensuale peluria, costituita dai capelli che la Moscardini ha raccolto quotidianamente, ricucendoli poi sulla carta. Perché un foglio bianco è un foglio bianco. E se vi cade sopra un capello non è molto di più. Ma non per un occhio capace di percepire in esso, al di là del limite reificante dello sguardo post-scientifico, un campo semantico dalle potenzialità sconfinate. Sono lavori in cui il dato autobiografico sembra totalizzante, a partire dalla dimensione formale, caratterizzata appunto dalla presenza di elementi organici derivanti dal corpo dell’artista, che interagiscono spesso con alcuni suoi autoritratti in formato fototessera. In realtà la componente esistenziale costituisce soltanto un pre-testo, il punto di partenza per l’espressione pre-figurativa di quel momento del “non-fare” che precede immediatamente l’azione. Un’ azione che si alimenta dell’aspetto contemplativo a tal punto da rallentare la propria crescita rendendola impercettibile come quella di un capello. Anche Nikola Uzunovski si lascia ispirare da episodi del proprio vissuto -come ad esempio un recente viaggio in Finlandia- per dare vita a riflessioni più ampie sull’arte e sull’esistenza, attraverso un lavoro che viene istintivo accostare alla “linea dura” del concettualismo storico, ma che ad uno sguardo più attento rivela una forte valenza emozionale, teso com’è a innescare suggestioni, immagini e desideri capaci di assumere forma diversa in ogni spettatore. Affascinato dalle moderne teorie fisiche e matematiche, attraverso l’animazione “Snowflaskes”, l’artista vuole mettere in scacco la convinzione nell’esistenza del Caos, mostrando come fenomeni apparentemente obbedienti al disordine, possano essere programmati e quindi, in definitiva, dominati dalla ragione. La stessa certezza che un determinismo assoluto stia a fondamento di ogni aspetto del reale è alla base del video “Snowfall”, il cui nome è mutuato da quello dell’immagine che compare sullo schermo televisivo quando non c’è ricezione di segnale. Le miriadi di puntini bianchi da cui essa è formata, lungi dall’essere generati in modo puramente casuale, si posizionano sullo schermo a seconda dell’influenza di numerosi fattori esterni: movimenti nella stanza, variazioni metereologiche, radiazioni emesse da fonti a notevole distanza. Questo a dimostrare che anche nei fenomeni apparentemente più banali è possibile trovare una quantità inimmaginabile di informazioni e che l’aspetto fortemente iconoclasta dei lavori di Uzunovski va ricondotto a una saturazione dell’espressione.
Luca Vona
Margherita Moscardini
Nikola Uzunovski Nikola Uzunowski nasce a Belgrado in Serbia nel 1979. Vive e lavora a Venezia. E’ stato chiamato ad esporre a Palazzo Cavour per la collettiva “Il Bianco e altro e comunque Arte”, a cura di Achille Bonito Oliva, alla N:O Gallery di Milano per la collettiva multiplo_2, “multipli, molteplici, moltiplicati” a cura di Stefano Coletto e alla Fondazione Bevilacqua La Masa per la collettiva “Foresti a Venezia”.
Margherita Moscardini-Nikola Uzunovski “White Noise” a cura di Luca Vona dal 12 al 19 novembre 2005 inaugurazione 12 novembre ore 21 STILE BK – SHOWROOM
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