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Mara Aghem,
Sweety, Cikita Z.
Velan,
Torino
Pink Love, Black Love
PinkLoveBlackLove
è un
ritornello dei Blonde Redhead, ma è anche il titolo di questa collettiva
coloratissima e tutta al femminile alla galeria Velan. Due curatrici - Karin
Gavassa e Lorena Tadorni - presentano la pittura accattivante di quattro giovani
artiste - Mara Aghem, Ckita Z. e le Sweety - che giocano con le immagini di una
società notoriamente afflitta da bulimia visiva.
Per questa nuova ondata di figurazione, dai toni
accesi e dal tratto fortemente semplificato, sono state spesso adoperate le
definizioni di post-pop e neomedialismo. In effetti si tratta di un'iconografia
che attinge ampiamente all'universo dei new media, elaborando appunto un
linguaggio fortemente influenzato dall'estetica delle nuove forme di
comunicazione - e intrattenimento - di massa. Alle riviste patinate, al fumetto
e alla televisione si sono aggiunte recentemente ulteriori fonti popolari di
ispirazione per l'arte, quali i videogames e i cartoons di provenienza
nipponica. Proprio da questi ultimi - e dal genere fumettistico dei manga -
sembrano mututati i tratti somatici delle protagoniste delle tele in mostra, pin
up "della porta accanto" che testimoniano un deciso mutamento dei canoni
estetici dai tempi degli analoghi soggetti di Tom Wesselman.
Le quattro artiste ci propongono momenti e angoli
domestici, saturando con un meccanismo da spot l'aura gozzaniana delle "piccole
cose". Mara Aghem (Torino, 1977) restituisce con tratti fumettistici una sorta
di scatto fotografico amatoriale mal riuscito, perché la testa della
portagonista è decisamente fuori campo: in realtà vuole portare l'attenzione sul
dettaglio, e precisamente su un grazioso oggetto di bijeaux. Le Sweety (Barbara
Cucchiarati, Moncalieri, Torino, 1977 e Giovanna Ricca, Pinerolo, Torino, 1979)
presentano la ricostruzione bidimensionale di una cucina, dove troviamo appese
piccole icone, una consacrazione dell'immaginario popolare contemporaneo. Dal
cucinino al bagno - altro ambiente tipicamente femminile - dove troviamo la
protagonista delle tele di Cikita Z. (Nadia Francesca Zanellato, Torino, 1974)
intenta a passarsi uno smalto rosso fiammante sull'alluce. Realizzati ad
acrilico, i lavori di Cikita - che gioca con il pop fin dal nome - ricordano
piuttosto lo stile caratteristico dei murales, sia per il loro tratto che per la
vitalità dei colori. L'artista, che è anche una professionista del VJing -
sembra dilettarsi in una sorta di campionamento del reale.
Più intimistici i toni della cover della mostra,
realizzata dall'artista spagnola Belen Cerezo.
Luca
Vona
[exibart]
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