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goose Ltd. \\\ Torquemada
Il valore di un nome nell'arte dal Wall Street Journal Perché un'opera d'arte vale milioni di dollari se l'autore è un nome "di successo" e quasi niente se è stata realizzata da un eminente sconosciutò? Dopotutto le caratteristiche intrinseche dell'oggetto sono le stesse. La questione potrebbe essere estesa al rapporto tra l'opera d'arte e la sua copia. La definizione elementare di mercato è perfettamente logica: un' opera vale tanto quanto qualcuno è disposto a pagare per averla. Un importo spesso determinato dal rapporto tra "desiderabilità", "scarsità" e l'aspettativa che ci sia qualcuno oltre la linea disposto a pagare "qualcosa di più". Ma l'arte non è considerata da sempre come un bene dotato di un suo valore immanente? Eppure a un Picasso originale e a uno disegnato oggi da un docente universitario d'arte contemporaea non viene attribuito lo stesso valore. Questo perché solo l'originale comunica quel carattere rivoluzionario, di originalità e di sfida che un opera accademica non può possedere. Ma se Van Gogh fosse morto nell'ombra e le sue opere recuperate un secolo dopo la sua scomparsa siamo sicuri che oggi godrebbero della fama dei "capolavori"? Non è ragionevole deporre un'eccessiva fiducia nella reputazione di un artista per valutare la sua opera, per riconoscere il valore di un artista e del suo lavoro occorre investire tempo e attenzione. Dovremmo forse coltivare una maggiore apertura mentale e concederci di apprezzare un opera per le sue qualità intrinseche piuttosto che per la sua attribuzione. Chi lo sa, forse anche una copia avrebbe qualcosa da dirci...
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