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Mexican Reconquista
Città del Messico è una città estrema. Alcuni quartieri sembrano un fronte di guerra, mentre altri sono mantenuti in ordine dalla sorveglianza armata. La sua ricchezza e la sua povertà, la calma dei parchi pubblici e il caos delle vie commerciali sembrano favorire una forma di creatività bipolare, ora giocosa e leggera, ora politicamente incendiaria. Guardando l'arte messicana contemporanea si scopre un fenomeno che non ha nulla di "naif", di esotico, pienamente in grado di dialogare con l'arte internazionale. Daniel Guzman ha partecipato alla 50a Biennale di Venezia e all'utima edizione della Biennale di Berlino. Lo scorso Luglio gli è stata dedicata una mostra insieme a Steven Shearer al New Museum di New York. Guzman si distingue per un approccio low-fi verso il disegno, la pittura e il video. I riferimenti iconografici dei suoi lavori vanno dagli eroi dei fumetti messicani anni '60 e '70 alle copertine illustrate degli album rock, dal cinema alle divinità azteche. Le opere di Gustavo Artigas sono divertenti e intenzionalmente frustranti. The Rules of the Game II è un video presentato in occasione della 49a Biennale di Venezia, in cui assistiamo allo svolgersi di una partita di calcio e di una partita di basket, in contemporanea, sullo stesso campo. Il gioco si svolge nei pressi di Tijuana, luogo tradizionale di immigrazione clandestina dal Messico agli Stati Uniti. E' la rappresentazione della coesistenza senza interferenza: persone con obiettivi diversi occupano la stessa area, senza disturbarsi l'un l'altra. Abraham Cruzvillegas è attratto dal potenziale artistico degli oggetti d'uso quotidiano e dal "materiale grezzo" nel suo stato naturale, instabile, fisico e caotico. Ciò che è ordinario assume nelle sue sculture e installazioni concettuali un carattere oscuro e fascinoso. Rappresentato da Kurimanzutto - una delle gallerie messicane di maggiore rilievo internazionale - Cruzvillegas ha partecipato alla Biennale di San Paolo nel 2002 e alla 50esima biennale di Venezia. Jose Leon Cerillo è stato invitato alla Biennale di Praga del 2003, durante il suo ultimo anno di studi alla Columbia University, e nel 2005 alla collettiva Greater New York al PS1. Fin dai suoi primi lavori contesta la linea della figurazione in pittura, mediante il recupero e l'indagine dell'estetica tardo-modernista. Arte "alta" e decorazione si confondono nelle sue installazioni, per rappresentare l'ambiguo senso del Bello caratteristico del nostro tempo. L'impiego delle nuove tecnologie - dai dispositivi di sorveglianza agli SMS - caratterizza le opere interattive di Rafael Lozano-Hemmer che ci chiedono di riesaminare il nostro rapporto con gli altri e con lo spazio pubblico. Nell'installazione Amodal Suspension (2002) l'artista traduce messaggi di testo in segnali di luce, che attraversano lo skyline della metropoli per raggiungere la facciata di un museo. La costellazione dell'arte contemporanea messicana include numerosi altri nomi: Gabriel Orozco, Gabriel Kuri, Julieta Aranda, Minerva Cuevas, Carlos Amorales, Teresa Margolles, Miguel Calderon (celebri i suoi dipinti low-brow che compaiono nel film di Wes Anderson The Royal Tenenbaums). Una prima fioritura del mercato artistico in Messico si è avuta nei tardi anni '80 con un notevole aumento di prezzo delle opere di Tamayo e Rivera. Sul finire degli anni '90 l'economia messicana è tracollata e il pesos ha subito una forte svalutazione. Le sovvenzioni di Stato agli artisti non riuscirono a contrastare la brusca frenata nel mercato del collezionismo e molti dealer vendettero le loro opere per ricavarne liquidità in dollari. L'economia messicana non si è mai veramente ripresa da quella crisi e per fronteggiare la situazione di instabilità economica molti artisti e dealer hanno stretto accordi commerciali con gallerie europee o statunitensi. Il mercato dell'arte messicano si è imposto sulla scena internazionale a partire dalla prima edizione della Feria México Arte Contemporáneo (FEMACO), nel 2004. Ripercorrere le tappe del successo del dealer Ramis Barquet può essere utile per comprendere la "rivoluzione" economica e culturale che ha interessato il suo paese negli ultimi decenni. Barquet è proprietario di quattro gallerie eponime, due in Messico e due a New York. Nella Big Apple la star dell'architettura messicana Enrique Norten, ha disegnato per lui anche un lussuoso showroom, dedicato al vintage e al design contemporaneo. Il suo business inizia nel settore della ristorazione e come collezionista. Quando nel 1986 apre la sua prima galleria a Monterrey il panorama dell'arte contemporanea in Messico è ancora alquanto desolato. Esiste una sola altra galleria di settore. Un vento nuovo comincia a spirare nel 1991 con l'apertura del Museo de Arte Contemporáneo de Monterrey (MARCO) che sprovincializza la scena dell'arte messicana e incoraggia i nuovi collezionisti. Il 1995 è l'anno della crisi economica messicana e Barquet decide di aprire la sua prima galleria a New York. Nella sua attuale scuderia di artisti troviamo numerose donne. Betsabeé Romero e Laura Anderson Barbata lavorano a stretto contatto con le comunità locali per lo sviluppo del paesaggio. Fernanda Brunet si ispira al potere della natura, per sviluppare una rappresentazione astratta della sessualità. Jennifer Reeves interroga la storia dell'arte servendosi di personaggi immaginari, che rappresentano precisi momenti nello sviluppo della tecnica pittorica. Eugenio López Alonso, erede del gruppo alimentare Jumex, è una altra star del collezionismo messicano. Ogni anno attira le più importanti personalità dell'art system internazionale al party celebrativo della Colección Jumex, una delle più ampie collezioni private dell'America Latina. López - che è nel comitato direttivo del Los Angeles County Museum e del New Museum di New York City - è stato un vero e proprio trendsetter. Fino a non molto tempo fa i collezionisti messicani erano piuttosto conservatori e preferivano collezionare opere di Frida Kahlo, David Alfaro Siqueros, Jose Clemente Orozco e altri maestri del XX secolo. Oggi viaggiano di più e investono di più nell'arte internazionale ma soprattutto in quella di artisti del loro paese, emergenti o già affermati, ma quasi tutti sotto i 40 anni. Le gallerie di punta in Messico si chiamano Kurimanzutto, OMR, Oscar Roman Gallery, Itatti Gallery; e poi ci sono Arte de Oaxaca a Oaxaca City; la Galeria Ramis Barquet a Monterrey; e a Guadalajara, Arena Mexico. Molte presenziano ormai regolarmente alle più prestigiose fiere internazionali, in Europa e negli Stati Uniti: da Art Basel all'Armory Show, da ARCO Marid alla FIAC di Parigi. Ma chi sta pensando a una vacanza d'inverno verso climi temperati troverà oggi nella vivace scena artistica del Messico un motivo in più per scegliere questa destinazione.
Luca Vona > articolo pubblicato sul magazine HOT di dicembre 2008
Link utili Kurimanzutto http://www.kurimanzutto.com/english/index.html OMR Gallery http://www.galeriaomr.com/english/pages/home.html Ramis Barquet http://www.ramisbarquet.com/Galeria de Oaxaca http://www.artedeoaxaca.com/ MARCO - Museo de Arte Contemporaneo de Monterrey http://www.marco.org.mx/
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