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Julia
Mastrogiacomo
The space in between
The
space in between è con le parole stesse dell'artista “la
rappresentazione dello spazio tra noi e l'altro, tra una decisione e
l'altra. Lo spazio di un passo”. L'attitudine prevalentemente astratta
dei suoi disegni rivela il radicale abbandono della prospettiva intesa
nel senso rinascimentale del termine, come contemplazione dalla
finestra del palazzo di una natura asservita al dominio dell'uomo.
Quello di Julia è uno spazio pittorico totale, che rispecchia
perfettamente il suo universo spirituale, privo di centro, bordi e
strutture, al di là del mistero dell'Altro che ne costituisce il polo
di attrazione e delle infinite possibilità dell'Essere che si esprimono
attraverso forme libere e dinamiche. L'artista interpreta lo spazio
bianco del foglio di carta e l'ambiente neutro della galleria come
luogo di ascolto, zona sensibile al suo intervento pittorico e
installativo. Il suo processo creativo, spoglio di qualsiasi attitudine
demiurgica, si mostra piuttosto come volontà di dare forma
all'invisibile, di cercare di cogliere, come in una foto al negativo,
le potenzialità di uno spazio solo apparentemente vuoto. Gli
esili grafismi, tracciati sulla carta con un gesto rapido e istintivo,
seguono correnti di energia che diventano visibili attraverso la mano
dell'artista. Potremmo definire il suo lavoro con le parole che sono
state impiegate per la poesia di Yves Bonnefoy, attraversata da “una
curiosità metafisica lacerante e aggressiva, volta a violare il segreto
delle cose”. La stessa tensione emotiva la si ritrova
nell'installazione e nel video in mostra, mentre la scultura di spine a
forma di cuore richiama l'esperienza dolorosa del distacco, della
distanza, da un mistero che sempre trascende quelle forme attraverso
cui è reso a noi prossimo. Senza cedere alla tentazione
neoromantica di una confusione tra arte e religione, Julia
Mastrogiacomo propone una poetica permeata di valenze etiche e
teologiche. L'importanza della fede in relazione alla sua arte è
apertamente riconosciuta dall'artista ma lungi dall'appesantirne e
irrigidirne l'estetica conferiscono alle sue opere una dimensione
profondamente umana ed ecumenica. Sembrano inverarsi le parole di
Simone Weil, quando sosteneva “bisogna sempre aspettarsi che le cose
avvengano conformemente alla pesantezza; salvo intervento del
sovrannaturale”.
Luca Vona
Opening giovedì 19
febbraio ore
19
19 febbraio - 31
marzo 2009
Orario di apertura
dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 dal lunedì al venerdì,
sabato su appuntamento
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