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Angela Dufresne
“written in the wind”
Con
la mostra “written
in the wind”, prima personale italiana di Angela Dufresne, apre a Torino la
Galleria Glance, nuovo spazio per l'arte contemporanea, che concentrerà la sua
attenzione soprattutto sulla ricerca pittorica "di matrice statunitense”.
Nella
mostra che inaugura la stagione della galleria, l’artista, recentemente chiamata
ad esporre al P.S. 1 – MOMA
per Greater New York 2005,
e già nella collezione Saatchi- presenta una serie di dipinti ad
olio che spaziano dai paesaggi visionari al ritratto nell’ambiente domestico.
Nelle
vedute della Dufresne i colori suonano come accordi psichedelici. La razionalità
della visione convive con l’intuizione, la passione, la vocazione per il
capriccio, che ricorda certe sperimentazioni settecentesche, come quelle di
Canaletto e di Goya.
Nei lavori
che evocano celebri architetture del Novecento (da Le Corbusier a Frank Lloyd
Wright) l’impulso rivoluzionario modernista è recuperato in una cornice naturale
selvaggia e romantica. Testimoni di una limpida razionalità, le costruzioni
utopiche compaiono in bilico su scogliere scoscese, minacciate da cieli carichi
di nubi, circondate dall'entropia di una rigogliosa vegetazione o assediate da
aride dune. Un simile atteggiamento verso la modernità ricorda senz’altro quello
della pittura realista del periodo della Grande Depressione, evidente anche
negli interni domestici, dalle atmosfere quasi hopperiane. Si tratta però di
lavori nei quali la critica è sempre stemperata dall'ironia, a partire fin dai
titoli bizzarri, quali ad esempio: "Me
and Bruce Lee and Another Famous but Unnameable Man on the Shore in Front of an
Unmade Building by Frank Lloyd Wrigth Called the Donahoe Triptych"
oppure “Waterfuel
Houseboats designed by Ewan Shepard on the Hudson River c. 2021
”. L’impostazione caricaturale dei dipinti di Angela Dufresne è chiamata a
rinnegare ogni forma di presa di posizione politica, ritenuta per sua stessa
natura espressione di ambizione e di potere. Il cortocircuito tra natura e
cultura, tra le icone della mitologia moderna e la rappresentazione della
marginalità, testimoniano la volontà dell'artista di far saltare ogni forma di
differenza di classe non tanto nella realtà sociale, quanto piuttosto su un
piano anteriore, estetico e ontologico (al di là di ogni conflitto nella
dimensione storica), alla ricerca di un mondo originario pre-civilizzato, di
“luoghi che avrebbero dovuto essere ma che non sono mai stati; che esistono solo
come fantasia in due dimensioni, dove l'artista è in grado di imprimere il suo
potere sulla storia”.
Luca
Vona
Galleria Glance
Via San Francesco da Paola 48/E
10123 Torino-Italy
+39 3489249217
info@galleriaglance.com
www.galleriaglance.com
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