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Cranach. Riforma e Rinascimento
Chiamato da Federico il Saggio,
elettore di Sassonia, a lavorare alla sua corte, Cranach sarà pittore
di tre successivi elettori dal 1504 fino alla morte avvenuta nel 1553.
Una attività intensa che lo coinvolge nella realizzaione di tavole e
dipinti murali, ma anche di decorazioni effimere per feste e tornei,
medaglie commemorative, vestiti, mobili e vetrate. Cranach segna il
passaggio dall'artista-artigiano medievale - la cui personalità era
spesso mortificata dalle corporazioni - al nuovo ruolo assunto dal
genio creativo nelle corti rinascimentali. Egli rappresenta un orgoglio
e una concezione del proprio essere artista caratteristici dell'età
moderna. Significativa è la sua elevazione al grado nobiliare da parte
di Federico III, che gli concesse il blasone con il drago alato, firma
distintiva delle sue opere seguenti. La dimensione artigiana della
creatività medievale diviene nelle corti europee del XVI secolo
raffinata ricerca di una bellezza capace di informare di sé ogni
aspetto della vita quotidiana. Un ideale che rivivrà nel XX secolo con
il movimento Arts and Crafts, alternativa "di
bottega" al sistema di produzione industriale.
Cranach è anche il pittore cinquecentesco che ha maggiormente esaltato il corpo femminile. Le sue bellezze acerbe e sinuose, sempre pervase da un erotismo allusivo, permisero al pittore di conquistarsi un' importante clientela in un momento in cui le chiese protestanti erano poco interessate (in certi casi addirittura ostili) verso le arti figurative. E' possibile tuttavia che questi soggetti nascondano un messaggio edificante o un contenuto allegorico esaltando esempi di forza etica e morale o mettendo in guardia verso gli exempla contraria. Fillide, Giuditta, Salomè, sono chiamate a rappresentare la potenza ammaliatrice (Weiberlist) della donna e su tutte spicca naturalmente Eva, artefice dell'inganno primordiale. La raffigurazione del potere della donna (Weibermacht) fondava il suo successo sul rovesciamento paradossale del rapporto gerarchico tra i generi e in un certo senso lo riaffermava mettendo in guardia lo spettatore dai comportamenti rappresentati. Certo non bisogna trascurare l'intenzionalità ironica di questi soggetti, all'epoca molto in voga e proposti non solo in magnifiche tele ma anche su formelle e altri utensili di uso quotidiano. Cranach trascorse la maggior parte della vita nella città di Lutero, Wittenberg. Da qui contribuì alla diffusione del nuovo credo della Riforma attraverso la realizzazione di altari, ritratti, illustrazioni della Bibbia tradotta in tedesco. Attraverso l'impiego di mezze figure e del fondo scuro, nelle sue rappresentazioni di scene evangeliche Cranach rende lo spettatore partecipe del soggetto illustrato e sembra richiamare il principio fondamentale della Riforma di un rapporto diretto tra l'uomo e Dio attraverso la fede. I ritratti di Lutero contribuirono a confermarne e diffonderne il ruolo di capo religioso. Anche alla moglie del riformatore, Katharina von Bora, fu dedicato un dipinto, che evidenziando la messa in discussione del celibato è indirettamente una denuncia all'organizzazione clericale della chiesa di Roma. Attraverso la scelta di episodi e temi chiave del Nuovo Testamento - Cristo che benedice i bambini, il confronto tra legge mosaica e Vangelo, la Crocifissione - è sottolineato il primato della fede e della Grazia sulle opere umane. Negli stessi anni in cui era maggiormente impegnato a produrre una gran quantità di opere di ispirazione luterana Cranach accettò diverse commissioni da parte di chiese e sovrani cattolici. Questi lavori furono realizzati senz'altro con il consenso di Federico il Saggio. Forse l'elettore li considerava uno strumento diplomatico nei confronti dei principi cattolici. Ancora una volta, quall'artista che il grande iconologo Erwin Panofsky definì "provinciale" si mostra protagonista di uno dei momenti cruciali della storia d'Europa. Luca Vona - articolo pubblicato su Riforma del 19 novembre 2010
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